PNG trasparente per DTF: impostazioni, risoluzione ed errori
Formato, profilo colore, risoluzione alla misura reale e gli errori di esportazione che rovinano i bordi: tutto quello che serve per un PNG pronto per il DTF.

Il PNG trasparente è il formato più usato per mandare una grafica in stampa DTF. Sembra semplice: togli lo sfondo, salvi, invii. Eppure buona parte dei problemi che emergono in stampa (riquadri chiari, bordi sfrangiati, dettagli impastati) nasce proprio in quei pochi secondi di esportazione.
In questa guida vediamo le impostazioni che contano davvero, come ragionare sulla risoluzione e quali errori evitare. I valori indicati sono un punto di partenza: ogni stampante, RIP e pellicola ha le sue particolarità, quindi la verifica finale resta sempre un test di stampa.
- Esporta un PNG a 24 bit con canale alfa, non PNG-8 e mai un JPG.
- Lavora in RGB (di solito sRGB), salvo indicazioni diverse della stamperia.
- Calcola la risoluzione sulla misura reale di stampa: circa 300 dpi come riferimento indicativo.
- Elimina i pixel semi-trasparenti lungo i bordi prima di inviare il file.
Perché proprio il PNG
Nel DTF tutto ciò che è colore viene stampato con un fondo di inchiostro bianco sotto, e tutto ciò che è trasparente resta pellicola vuota che non verrà trasferita sul tessuto. Al RIP serve quindi un file che dica, pixel per pixel, cosa stampare e cosa no. Il PNG lo fa grazie al canale alfa, che memorizza l'opacità di ogni pixel separatamente dal colore.
Il JPG non ha canale alfa: ogni pixel è sempre pieno. Un "JPG con lo sfondo bianco" verrà stampato con un rettangolo bianco intorno, perché per il RIP quel bianco è colore a tutti gli effetti. Formati come TIFF o PSD possono contenere trasparenza, ma il PNG resta il più accettato dai flussi di stampa e dai servizi online di gang sheet.
Le impostazioni di esportazione che contano
Profondità colore e canale alfa
Scegli il PNG a 24 bit con trasparenza (in alcuni programmi si chiama PNG-24, in altri PNG 32 bit o RGBA). Il PNG-8 usa una palette limitata di colori e una trasparenza quasi sempre "tutto o niente" applicata in modo grossolano: le sfumature si rovinano e i bordi diventano seghettati.
Profilo colore
Il PNG è un formato RGB. Nella maggior parte dei casi conviene lavorare e salvare in sRGB, includendo il profilo nel file se il programma lo permette, e lasciare al RIP la conversione verso gli inchiostri. Spazi molto ampi come Adobe RGB o ProPhoto possono dare colori diversi dal previsto se il RIP non li interpreta correttamente. Se la tua stamperia indica un profilo specifico, quella indicazione vale più di qualunque regola generale.
Opzioni da disattivare
- Livello di sfondo pieno: se nel documento c'è un livello bianco attivo, il PNG risulterà opaco anche se lo hai "salvato con trasparenza".
- Opaco/matte di bordo: alcune finestre di esportazione mescolano i bordi con un colore di fondo per farli sembrare morbidi. Su sfondo bianco nasce un alone chiaro, su sfondo nero un contorno scuro.
- Esportazione "per il web" con riduzione automatica: può ridimensionare l'immagine o ridurre i colori senza avvisarti.
Risoluzione: pixel e centimetri, non solo dpi
Il valore dpi scritto nel file è solo un'etichetta: quello che conta è quanti pixel hai rispetto alla misura finale. Come riferimento indicativo si considerano circa 300 dpi alla dimensione reale di stampa. Il calcolo è semplice: centimetri ÷ 2,54 × dpi. Per una stampa larga 28 cm, ad esempio, 28 ÷ 2,54 × 300 dà circa 3300 pixel di larghezza.
| Larghezza di stampa | Pixel a ~300 dpi (indicativi) |
|---|---|
| 10 cm (cuore, logo petto) | circa 1180 px |
| 20 cm | circa 2360 px |
| 28 cm (fronte adulto) | circa 3300 px |
| 35 cm | circa 4130 px |
Sono valori di partenza, non requisiti universali: alcune stamperie lavorano bene anche con meno, altre chiedono di più. Ciò che non funziona quasi mai è ingrandire un file piccolo per arrivare al numero di pixel richiesto. Il ricampionamento non aggiunge dettaglio, ammorbidisce i contorni e introduce nuovi pixel semi-trasparenti lungo i bordi. Se l'originale è troppo piccolo, meglio cercare una versione più grande o ricostruire la grafica in vettoriale. Su questo tema trovi più dettagli nella guida su come preparare correttamente un file per la stampa DTF.
Il vero nemico: i bordi semi-trasparenti
Anche un PNG esportato perfettamente può contenere un problema invisibile: pixel con opacità intermedia lungo i contorni, generati da anti-aliasing, ombre morbide, bagliori o strumenti di rimozione dello sfondo. A schermo sembrano trasparenti, ma molti RIP li stampano comunque, spesso con un velo di bianco sotto. Il risultato è un sottile alone intorno al soggetto, ben visibile sui capi scuri.
Abbiamo spiegato il meccanismo nell'articolo su perché il RIP stampa pixel che sembravano trasparenti, mentre la guida sugli aloni bianchi nel DTF raccoglie cause e rimedi in stampa. In sintesi: prima di inviare il file conviene rendere l'alfa netto (pixel o pieni o vuoti) e trasformare ombre e sfumature in retino invece di lasciarle come opacità graduale.
Errori comuni da evitare
- Passare da un JPG: anche una sola conversione intermedia in JPG elimina la trasparenza e aggiunge artefatti di compressione intorno ai bordi.
- Screenshot o copia-incolla dal browser: spesso il risultato è a risoluzione schermo e con lo sfondo appiattito.
- Testo e linee troppo sottili: alla misura reale potrebbero non reggere il fondo bianco e il trasferimento. Verifica le dimensioni minime con la tua stamperia.
- Area di lavoro enorme con grafica piccola: il file pesa di più, si gestisce peggio e la misura reale del soggetto diventa ambigua. Ritaglia il documento attorno alla grafica, lasciando un piccolo margine.
- Colori "quasi neri" su capi neri: verranno stampati con il bianco sotto e risulteranno grigi. In molti casi conviene eliminare il nero e lasciar lavorare il colore del tessuto.
Checklist prima dell'invio
- PNG a 24 bit con canale alfa, nessun livello di sfondo pieno.
- Profilo RGB (di solito sRGB) o quello richiesto dalla stamperia.
- Pixel sufficienti per la misura reale di stampa, senza ingrandimenti artificiali.
- Bordi controllati su sfondo scuro: nessuna frangia semi-trasparente.
- Ombre e sfumature convertite in retino.
- Documento ritagliato attorno alla grafica e nome file chiaro con la misura.
- Test di stampa su un ritaglio prima della produzione.
Preparare il PNG senza passaggi manuali
Ripetere ogni controllo a mano su ogni file richiede tempo. Halftonix Pro parte dalla tua grafica, converte ombre e sfumature in retino, rende netto il canale alfa e restituisce un PNG trasparente pronto per il RIP. Resta comunque buona pratica fare un test di stampa sul tuo impianto prima di una produzione importante.
Domande frequenti
Che tipo di PNG serve per la stampa DTF?
Un PNG a 24 bit di colore con canale alfa (spesso indicato come PNG-24 o PNG 32 bit RGBA). Il PNG-8 a palette va evitato: riduce i colori e gestisce la trasparenza in modo molto limitato.
Quale risoluzione deve avere il PNG?
Come riferimento indicativo, circa 300 dpi alla misura reale di stampa. Conta il numero di pixel rispetto ai centimetri finali, non il valore dpi scritto nel file: verifica sempre con un test di stampa e chiedi alla tua stamperia se ha requisiti diversi.
Posso ingrandire un PNG piccolo per arrivare a 300 dpi?
Puoi ricampionarlo, ma non aggiungi dettaglio reale: i bordi diventano morbidi e compaiono nuovi pixel semi-trasparenti. Meglio ripartire da un originale più grande o da un vettoriale.
Il PNG deve essere in CMYK?
In genere no: il PNG lavora in RGB e la maggior parte dei flussi DTF si aspetta file RGB, di solito in sRGB, lasciando al RIP la conversione. Se la tua stamperia indica un profilo diverso, segui le sue istruzioni.
Perché il mio PNG ha un riquadro bianco intorno in stampa?
Di solito perché l'esportazione ha appiattito lo sfondo, perché era attivo un livello di sfondo pieno o perché il file è passato da un JPG. Controlla che dietro al soggetto ci sia la trasparenza reale e non un bianco.

